Benvenuti nel mondo del prog e del cinema(e se mi va anche del sesso)
chi sono
Nome: Giampaolo Cossu Mi piace la fisica, la musica prog, andare al cinema(soprattutto nella speranza di vedere bei film ) e fare sport .Perchè bisogna essere attivi nella vita coltivando giorno dopo giorno i propri interessi ....altrimenti che noia!
Onestamente non pensavo di andare a vedere il film documentario su Micheal Jackson: essendo una chiara speculazione sul personaggio, non volevo vederlo. Poi sul blog di Armapo è nata una piccola discussione per via di John e quindi in me è nata la curiosità per questo film che non è altro che un collage molto ben fatto della preparazione dei 50 concerti che si sarebbero svolti a Londra a partire dal Luglio di quest'anno.
Cosa penso di questo film? Si vede dopo tanto tempo Jacko in forma, affrontare con passione la preparazione di questi concerti che forse avrebbero rivoluzionato il modo di fare spettacolo. In effetti è un vero peccato che l’artista sia morto due settimane prima dell’inizio dei concerti, non potendo così mai vedere quei spettacoli sicuramente molto emozionanti e perfetti. Il film inizia con una breve biografia del Jackson, seguito da interviste ai collaboratori/ballerini di Jackson e dalle selezioni molto serrate. Quindi si entra subito nel succo del documentario, il regista Kenny Ortega ci mette in mostra la professionalità con cui il Re del pop affrontava le prove di ballo, di canto e coreografia. L’impatto di alcuni brani è stato per me enorme tant'è che stavo per iniziare a ballare: le altre persone, invece, erano piuttosto ferme anche se contente della musica che stavano ascoltando (vabbè ognuno ascolta la musica a modo suo, ma per quanto mi riguarda le musiche del Jackson mi infondono sempre una gran carica e di conseguenza non posso rimanere fermo). Si passa da brani come “Bad” a “Jam”, da “They don’t care about us” (con una notevole coreografia direi soldatesca/militaresca) a “History”. Successivamente si arriva ai pezzi storici come “Thriller”, “Beat it” con la bella chitarrista australiana che esegue magnificamente l’assolo di Van Halen (una gnocca da paura!!!!), “I Just can’t stop loving you” in coppia con un'altra bella ragazza mulatta (bella miscelata/shakerata), “Human Nature” cantata in modo sognante. Belle le coreografie di “Earth song” e “Smooth Criminal”, quest'ultima con un particolare collegamento al film del 1946 “Gilda”: veramente carino. Da notare il lavoro meticoloso dell’arrangiamento diverso, più lento di “The way You make me feel”, brano che non mi ha mai fatto impazzire, ma questo arrangiamento l’ho apprezzato. Mi pare che il film si concluda con “Man in the mirror”(pezzo stupendo) e nei titoli di coda si senta il suo ultimo singolo “This is it”. Sensazioni finali: in effetti vedere il Jacko ballare in quel modo è sempre bello ed emozionante, tuttavia i problemi fisici che lo attanagliavano da anni erano evidenti e penso mascherati da qualche farmaco. Chiaramente i tempi stringevano (e preparare un lavoro del genere in due - tre mesi non è uno scherzo) e per via di un (credo) mal di schiena hanno sbagliato le dosi di farmaci e di conseguenza è deceduto per infarto il 25-06-2009. E così il mito ebbe inizio......
Ps La chitarrista è veramente gnocca, quindi mi ha incuriosito; ha già fatto due album e all'età di 15 anni ha fatto da supporto a Steve Vai. Penso che abbia talento….
"... Fra meno di un'ora saranno sei mesi che abbiamo lasciato Cape Kennedy, sei mesi nei profondi spazi, questo secondo il nostro tempo. Ma visto che viaggiamo alla velocità della luce, la terra è invecchiata di 700 anni da quando siamo partiti, invece noi giusto di sei mesi. Certo è che se è vera la teoria, gli uomini che ci hanno spedito quassù sono morti e sepolti da un pezzo. Voi che mi state ascoltando ora sarete una razza diversa e spero che sia migliore. Io lascio il 20° secolo senza alcun rimpianto, ma c'è un'altra cosa, non è niente di scientifico, è puramente personale: visto di qui tutto mi sembra così diverso, il tempo, lo spazio, qui perdono di significato. L'individualità è annientata, io mi sento solo. Però ditemi, l'uomo, quella meraviglia dell'universo, quell'ineffabile paradosso che ha spedito me sulle stelle, fa ancora la guerra contro i suoi fratelli? Lascia morire di fame i figli del vicino?"
Uno dei miei film preferiti inizia così, con il protagonista pensieroso che si lascia alle spalle il passato, desideroso di conoscere un futuro diverso dal solito.
Il film inizia con, appunto, il comandante Taylor che parla da solo, pensieroso, prima di immergersi nello stato d’ibernazione. Gli altri tre componenti sono già nello stato d’ibernazione, ovvero Landon, Dodge e una donna, la Stewart. Scopo della missione: andare in cerca di civiltà in giro per l’universo, ad una velocità prossima a quella della luce. Di conseguenza il tempo che scorre nella navicella è diverso da quello che scorre nella Terra; al loro risveglio son passati qualche mese, invece sulla Terra son passati 2000 anni! La navicella cade in un pianeta dalle caratteristiche molto simili al nostro. Un componente è gia morto: si tratta della Stewart. Gli unici tre superstiti, Taylor, Landon e Dodge partono all’avventura, senza sapere cosa li attende: entro tre giorni devono trovare un luogo dove poter bere e mangiare, un luogo più vegetato dato che dove sono caduti è secco, privo di vegetazione. Trovano una piantina e questo avvenimento li sprona ad andare avanti fino a quando trovano un lago. Lì si tuffano e si divertono come se fossero dei ragazzini. E’ il momento della spensieratezza, la quiete prima della tempesta. Subito dopo entrano in contatto con, udite udite, degli esseri umani. Ma sono degli esseri umani privi della parola e completamente rozzi. Tutto sembra filare liscio, troppo liscio. Qui Taylor addocchia subito la gnocca di turno, alla quale lui stesso dà un nome: Nova!
Il personaggio principale è appunto il comandante Taylor (interpretato dal grande Charlton Heston), un personaggio forte, positivo. Taylor ha accettato la missione perché pensa che da qualche parte della galassia ci deve essere qualcosa di più intelligente dell’uomo. E’ un film che fa pensare, non è un film qualunque dalla trama semplice, non ha un finale scontato e fa riferimenti al mondo in cui si viveva allora (cioè anni 60) e problemi inerenti ad esso. Un film che tiene attaccati allo schermo fino alla fine…..ma dove eravamo rimasti? Ah si, a Nova! A questo punto il film prende una piega totalmente diversa, arriva la sorpresa: giungono in modo minaccioso delle scimmie, ma non le solite scimmie che conosciamo, delle scimmie nettamente più evolute dotate della parola, di maggiore intelligenza. Le scimmie catturano gli uomini e le donne, compreso Taylor (colpito alla gola) e Landon. Dodge purtroppo viene ucciso durante questa caccia all’uomo. In seguito entreranno i personaggi fondamentali: oltre a Taylor, ci sono il professor Zaius, Cornelius e e Zira.
Il film ha dei chiari riferimenti nei confronti della società di allora: riferimenti al razzismo (doppio, guardate attentamente il film e lo capirete), al rapporto fede-scienza, (traspare una denuncia del potere religioso o quale sia su una teoria scientifica, "L'Onnipotente creò la scimmia a sua immagine e somiglianza, le dette un'anima e una mente e la volle separata dalle bestie della foresta e la fece padrona del pianeta. Sacre verità che sono di per sé manifeste.") e infine alla guerra nucleare. Un mondo in cui i rapporti sono appunto rovesciati. “E’ un manicomio!!!!!” a metà del film urla il protagonista, momento topico del film, frase in cui c’è tutta l’essenza del film. Insomma il nostro protagonista è finito in uno spazio tempo in cui è avvenuta un involuzione: l’uomo è diventato idiota, schiavo di se stesso con le scimmie padroni del mondo, un mondo alla rovescia come nel medioevo: la chiesa ha ragione, la scienza ha torto. Forse è la storia che ha probabilmente i suoi cicli ai quali l’uomo non manca mai…..
Finale da brividi: suoni percussivi che riecheggiano le onde del mare che sbattono sulla spiaggia. Alla fine si sentono le onde del mare per un finale shock e nelle parole di Taylor si sente tutta la rabbia, il dolore, l’orrore. Un finale che fa riflettere, un film sempre attuale (son passati 40 anni), se si pensa che ancor oggi ci sono guerre inutili, che portano morti inutili, stupide. Einstein una volta disse: “La terza guerra mondiale non so con quali armi verrà combattuta, so che la quarta sarà combattuta con le fionde”. Ecco, mi auguro che il grande Einstein, si sbagliasse…..
Grande interpretazione di Charlton Heston, presenza molto forte che si sente lungo tutto il film fino alla mitica scena finale.
Capolavoro, un capolavoro che Tim Burton ha tentato di ripetere, emulare ma fallendo in modo anche netto direi!
Curiosità
Colonna sonora firmata da Jerry Goldsmith, una colonna sonora d’avanguardia, innovativa, perfetta, come per esempio nel finale. Un grande compositore: da menzionare altre colonne sonore come “Alien”, “Papillon”, “Chinatown”, “The Omen” (Il Presagio, unico film in cui prese l’Oscar).
Il film è liberamente ispirato al libro “La Planete des singes” (Il pianeta delle scimmie) del francese Pierre Boulle. Ci sono delle differenze nette tra il libro e il film come per esempio i pianeti in cui atterrano sono diversi, le scimmie vivono in una società tecnologicamente avanzata rispetto a quella del film. In effetti il film remake di Tim Burton è molto più vicino al libro.
Inoltre Cornelius viene interpretato da Roddy McDowall che nel 1985 fu tra i protagonisti del mitico film horror "Ammazzavampiri". Infine il regista di questo film è Franklin J. Shaffner, noto poi per aver girato in seguito “Papillon” e “I Ragazzi venuti dal Brasile”.
Ecco qui di seguito il finale del film in lingua originale. Ovviamente per chi non ha visto il film, è severamente sconsigliato vederlo.
Purtroppo nei primi dieci giorni di questo mese stavo preparando un’esame di astrofisica e quindi mi son scordato che il 10 Ottobre ricorreva il quarantennale del folgorante esordio dei King Crimson. Quindi solo adesso scrivo questo post per ricordare che quarant’anni fa iniziava ormai in modo definitivo un leggendario genere musicale: il Progressive.
Francamente non voglio aggiungere altro. Dico solo che in quest’album tutti i vari membri fecero la loro grande figura; dal Fripp che suona la chitarra in modo alieno al Lake che canta e suona il basso in modo ineccepibile, dal McDonald che suona i fiati in modo sia tirato che soft al Giles che suona la batteria in modo rivoluzionario per quei tempi, cambiando la tiratura delle pelli e quindi il suono della batteria. Senza ovviamente dimenticare le stupende liriche del Sinfield.
A voi tutti buon ascolto.
Membri
Robert Fripp – Chitarra elettrica, acustica
Greg Lake – Basso, Voce
Ian McDonald - Tastiere, Mellotron, Fiati
Mike Giles - Batteria
Peter Sinfield – Liriche, Illuminazioni
Barry Godber – Autore della copertina
Brani
1)21 st Century Schizoid Man
2)I Talk to the Wind
3)Epitaph
4)Moonchild
5)The Court of the Crimson King
Ps purtroppo Barry Godber scomparve qualche mese dopo l’uscita di quest’album a soli 26 anni.
Fin da giovane son sempre stato appassionato di film dell’orrore. Ormai in questi ultimi anni la serie “Notte Horror” di Italia1 fa altamente schifo e almeno dal digitale terrestre sono arrivati tre buoni canali alternativi, per non dire progressive!!!! Si tratta di Rai4, Raisatcinema e Iris. In particolare Rai4 ogni venerdì in seconda serata propone film horror di un certo livello, ovviamente film anni 80 e 90 e proprio questo venerdì mi son visto “Creepshow” del 1982 diretto da un maestro del cinema horror come George A. Romero.
Il film non è proprio un must del genere, in particolare nei primi due episodi. Di fatto la paura non è mai presente ed è totale protagonista la comicità. La paura potrebbe entrare in scena nel quarto episodio ma non accade e prevalgono essenzialmente le scene splatter.
Comunque il film va evidenziato per la presenza di un cast notevole. Nel primo episodio c’è un giovane Ed Harris che ci delizia con una smorfia simpatica durante il ballo, nel terzo ci sono Leslie Nilsen e Ted Danson, nel quarto Hal Hobrock e nel quinto E.G. Marshall.
Ed Harris ovviamente era a inizio carriera ed era un attore che andava appena oltre ruoli di semplice comparsa. Successivamente la sua notorietà crebbe e nel suo curriculum si annoverano film come “The Abyss”, “The Rock” (da me recensito l’anno scorso) e “The Truman Show”. Leslie Nilsen invece in realtà era un attore affermato e stava iniziando la sua seconda parte di carriera: quella del comico. Ma non il solito comico, direi il comico serio ovvero l’attore che interpreta personaggi seriosi-impegnati ma che “compogono” frasi senza senso, senza logica. Film come “L’aereo più pazzo del mondo” e “La pallottola spuntata” sono ormai entrati nel mito.
Per concludere (ognuno, se è curioso, può guardare le rispettive biografie) Ted Danson fra i vari film ha fatto “Made in America” con Whoopi Goldberg, Hal Hobrock “Capricorn One” e E.G. Marshall a fine carriera “Potere Assoluto” con e di Clint Eastwood.
In conclusione direi che bisogna esaltare canali come questi che ci regalano almeno film che ci fanno passare una serata spensierata.
Ps il film raggiunge a stento la sufficienza e difatti preferisco un film rivisto da poco sempre su Rai4; il mitico “Cimitero Vivente 2”!!!!!! Scene splatter comiche lungo tutto il film! Figo!
Mercoledì 14 ottobre: si va al Cineworld di Cagliari con gli amici, ormai celebri personaggi di questo blog, ovvero il maestro di vita, l’ingegnere Puletti (che per la cronaca è un astrofisico) e la new entry Gianluca. Stranamente il Cineworld d’Iglesias è nettamente superiore, sale mediamente più grandi, ristorazione superiore e parcheggio illimitato…..e stranamente c’era un bel po’ di gente: probabilmente a prescindere dal giorno, la causa di molta gente sta nel fatto che solo al Cineworld viene proiettato l’ultima opera di Tarantino e non nell’altro multisala, (nettamente più figo) il Warner.
Comunque parliamo del film: l’ultima fatica del Tarantino non mi ha convinto del tutto. La prima parte l’ho trovata anche geniale, culminata nella scena a dir poco mitica della taverna. Ecco proprio qui succedono le prime cose strane: dopo la scena sanguinosa che porta alla morte di quasi tutte le persone presenti in quel luogo, gli unici due sopravvissuti sono proprio l’ubriacone e l’attrice: non lo trovate un po’ inverosimile, soprattutto per quanto riguarda l’ubriacone?
Come ormai caratteristica peculiare del regista italo-americano il film è ricco di dialoghi e di profonde caratterizzazioni dei personaggi. Tuttavia uno dei personaggi principali, Aldo Rayne, interpretato da Brad Pitt, non l’ho proprio capito: inizialmente mi sembrava un tipo un po’ eccentrico ma allo stesso in gamba; però nella seconda parte del film si fa imbavagliare come un minchione dai nazisti. Si giunge così alla strana proposta del colonello Landa (interpretato ottimamente dall’austriaco Christoph Waltz) che deciderà le sorti del Fuhrer. Anche quello che succede nella sala da cui viene proiettato il film l’ho trovato inverosimile ma Mr.Tarantino ha voluto così…..
Altra nota negativa che però riguarda me stesso, è l’eccessiva presenza della lingua tedesca per un 30% di tutto il film. Ovviamente c’è la presenza dei sottotitoli in italiano, che però non permette di notare magari la bravura degli attori. Insomma preferisco vedermi un film in italiano, dato che con l’inglese non me la cavo ancora bene, tantomeno con il tedesco (o il francese, come a inizio film). Comunque onestamente ci vedo un qualcosa d’innovativo, magari è ancora prematuro, ma il progetto di fare un film multilingua sarà realizzabile fra 10 o 20 anni: in effetti Hitler arrabbiato, furioso rende meglio in tedesco che in italiano o inglese.
In conclusione un film da vedere, ben progettato che, a mio avviso, va un po’ fuori rotta di senso logico nel finale. Chiaramente guardatevi il film così se ne parla e se ne discute sulla seconda parte e sul finale che appunto non mi convince (e non mi riferisco a quello che succede in sala cinematografica, ma alla strana proposta del colonello Landa).
Ps Tra l’altro Gobbles era zoppo e non mi è sembrato che si notasse in modo netto nel film.
14 Settembre: decido di andare a Quartu, c’è il concerto di Cesare Cremonini, un artista che non mi ha mai entusiasmato più di tanto. Comunque decido di andare lo stesso su invito dei miei amici, nonché colleghi di Facoltà. La giornata non è delle migliori, anzi: dalle mie parti piove tanto, tant’è che manca la corrente proprio mentre sono in bagno…..Si parte: per tutto il viaggio sembra più giorno che notte a causa dei continui fulmini particolarmente illuminanti!!!Miiiiiiihhhh che paura!!!!! Come direbbe Aldo….
Arrivato a Quartu, stranamente non piove, in pratica l’unico luogo dove non piove! O meglio: ha piovuto fino a venti minuti prima, ma non come in altri posti da cui sono arrivato.
Parcheggio e cerco i miei amici: sono sotto dei portici, nonostante non piova, come tutta la gente. Ci salutiamo, spariamo qualche cazzata e attendiamo l’inizio del concerto che, per motivi meteorologici, avviene in ritardo ovvero ore 22:37!
Si inizia sulle note del brano che chiude l’ultimo album “Cercando Camilla”, bel brano di stampo classico. Poi entra l’amico Ballo, il pubblico inizia a gasarsi e poi, infine, il Cesare e il pubblico è già in delirio sulle note di “Louise”, brano prettamente pop, ascoltabile. Il concerto prosegue tra canzoni vecchie e nuove, come “50 Special”, “Qualcosa di grande” (bei arrangiamenti), “Gli uomini e le donne sono uguali”, brani per i quali il pubblico si infoga, soprattutto io e il maestro di vita! Dato il nostro entusiasmo anche il teorico Serra si aggiunge alla nostra baldoria, mentre gli altri due, il teorico Cacciotto e l’astrofisico Zonca rimangono un po’ sulle loro. Arriva anche il momento di “Vieni a vedere perché” e per qualche secondo mi son messo le mani nelle orecchie, canzone che trovo troppo melensa…..aahhhhhha…..mi ricordo ancora quando Gene Gnocchi a “Quelli che il calcio” prese in giro platealmente il Cremonini (aaahahahaahhhhhaahahh!!!!!!!).
Dei nuovi brani molto buono “Figlio di un re”, brano con buone liriche e arrangiamenti jazz-prog di buona fattura. Il concerto infatti è stato arricchito dai componenti della band, che nei loro rispettivi settori hanno fatto un’ottima figura senza dimenticare le coriste, brave sia ballando che cantando e dotate di buon balcone!
Il concerto si conclude con “Un giorno migliore”, brano storico dei Lunapop, e il pubblico si infiamma in un tuttuno, in unico grande coro tranne quei due che non hanno capito qual è il vero spirito di un concerto!
In conclusione, il concerto tutto sommato è stato positivo, anche perché dopo dieci anni di carriera il Cremonini ha materiale buono per riempire tranquillamente un concerto. Nota positiva del concerto: a due metri da me e dal maestro di vita c’era una bella ragazza con un viso estremamente carino e un balcone stupendo. Nota negativa: è fidanzata………
Ps va precisato che al leggendario concerto di Pino Scotto c’era più gnocca, quindi ne consegue che alla gnocca piace più il rock e il metal che non il pop…….
E’ un album non semplice da recensire. L’ho ascoltato molte volte (dell’ordine di una decina di volte) per capire al meglio quali sono le cose positive di quest’album. Diciamolo subito: non è un grande album, il livello tecnico-arrangiativo è molto buono, ma il livello compositivo stenta un po’ a decollare.
Il gruppo è composto da Corrado Rustici (chitarra, flauto, vibrafono, voce) ovvero il fratello di Danilo, membro degli Osanna, da Gianluigi di Franco (voce, flauto, percussioni), Giulio D’Ambrosio (sax, flauto, voce), Antonio Spagnolo (basso, chitarra, flauto, voce) e infine Remigio Esposito (batteria, vibrafono).
Come dicevo non è un album semplice da recensire. Basti pensare al primo brano, “Canto del capro”, un brano discontinuo nell’evolversi delle melodie, un collage di idee attaccate senza un reale filo conduttore. Con qualche buona idea si, ma il brano non è fluido. Con i brani successivi le sorti dell’album si risollevano con buone strimpellate di chitarra miste a fiati intrisi di tristezza, come in “Euterpe” e “Scinsione (t.r.m.)”. Buoni picchi di melodia nel secondo brano “Trittico”, forse un po’ prolisso. Insomma il gruppo sa suonare ma ha uno strano modo di comporre che talvolta lo porta a incasinarsi su se stesso e a non ottenere qualcosa di memorabile, talaltra lo porta a ottenere qualcosa di buono. L’album si conclude con “Galassia” e “Affresco”. La prima per i primi tre minuti è tutta un arrangiamento più che una composizione, poi si sveglia al minuto 3:23 per poi esplodere al minuto 3:52 con continui dialoghi fiati-chitarra, ben coadiuvati dalla batteria, fino alla fine che corrisponde al minuto 5:48. La seconda “Affresco” è un breve brano, importante nelle liriche più che nelle musiche che non sono nulla di eccezionale.
In conclusione un album che ha due pecche fondamentalmente: non è scorrevole, non si capisce bene quale sia la direzione dell’album (cioè mischia la melodia con il jazz-rock in modo poco lineare, a mio avviso, un po’ intricato) e non ha grandi momenti memorabili eccetto qualche sprazzo. Insomma un album che raggiunge la sufficienza, forse qualcosina di più, nonostante il livello tecnico-arrangiativo sia buono (cosa che può far pensare a qualcuno che l’album sia bello).
Dopo quest’album il gruppo si sciolse e solo Rustici e Di Franco continuarono nel mondo musicale. In particolare, Rustici suonò con gli Osanna in “Landscape of Life” e poi con il fratello formò i Nova, mentre Di Franco collaborò con altri artisti come Toni Esposito per poi avviare un programma di musicoterapia in un ospedale psichiatrico.
Ben due anni fa iniziava la mia avventura nel mondo dei blog. Intorno ad Agosto del 2007 navigando in Internet scoprii qualche blog, inerente al mondo del progressive, e subito l’idea di aprirne uno anch’io mi piacque. Chiaramente pensai: “Se lo devo aprire, lo faccio serio e interessante (almeno ci provo!), non il solito blog idiota, stile diario personale”. E molto spesso sono i blog più commentati.
Comunque tornando a me, decisi di aprire un blog, e di trattare temi a me cari come la musica prog e il cinema. Son stati due anni molto belli, interessanti, ho conosciuto belle persone, blogger competenti, intelligenti, e ovviamente blogger deficienti sui quali non basterebbe neanche stendere un velo pietoso lungo quanto la Via Lattea. E poi ci sono anche gli utenti anonimi che si dividono in due categorie: quella simpatica, che si firma e che si sa confrontare, e quella antipatica, che non si firma e che non si sa confrontare né con il mio pensiero né con quello degli altri utenti.
Chiaramente ho notato anch’io un calo di visite nel mio blog ed un calo del numero dei blog, frutto dello smorzamento dell’entusiasmo iniziale, credo avvenuto nel 2006-2007, oggi forse imputabile al boom di Facebook, ma io non mollo!!!!! Io continuo perché il blog lo trovo un buon modo per rilassarsi, distrarsi, sfogarsi e confrontarsi con gli altri e perché no, un luogo dove possono nascere delle belle amicizie.
Un abbraccio a tutti i blogger che mi vogliono bene e un vaffanculo a tutti quelli che mi vogliono male.
Gruppo underground che nel 1971 sfornò questo loro unico album. Va subito detto che non è il solito album prog in cui vi sono virtuosismi, assoloni di tastiere, violino o quello che volete. Ed inoltre non ci sono grandi cambi di tempo e non ci sono grandi tecniche. Comunque per parlare dell’album in se, lo stile è fiabesco, con un uso saggio del mellotron che però alla lunga a mio avviso può appesantire l’orecchio dell’ascoltatore. Infatti ha dei tratti molto cupi ed è troppo cantato per essere appunto il solito album prog; diciamo che è un po’ troppo pop per i miei gusti. Poi ovviamente ognuno di noi ha i propri gusti…..
Quello che colpisce è l’uso del mellotron, molto curato, rifinito, ma c’è anche un grande equilibrio tra i vari stumenti. Più o meno tutti i brani sono intrisi di tristezza e malinconia, come “The prisoner”, “Grail” (brani malinconici, lenti, ma gradevoli), l’ultima “Gazing” che è forse la più triste di tutti. Non mancano brani più movimentati come “Golden Fleece” (sicuramente il brano più prog con un buon assolo di chitarra) e “Shipwrecked Soldier” che è un brano movimentato con uno stile militaresco. L’album, quello vero e proprio si conclude con “Song to absent friend”, brano melodico con solo pianoforte e voce, brano molto toccante e con la già citata“Gazing”. L’album è stato poi pubblicato con tre bonus track.
In conclusione è un bell’album con belle e determinate atmosfere malinconiche che possono piacere o meno: io ho dei gusti diversi (anche se alcuni brani non mi dispiacciono affatto), ma obiettivamente è un bell’album, probabilmente un capolavoro…..o forse non un capolavoro, ma un piccolo gioiello per gli amanti della melodia dolce e rilassante.
Formazione
Pat Moran: voce, tastiere
Ray Martinez: chitarra, tastiere
Kips Brown: tastiere
Adrian Maloney: basso, chitarra
Pick Withers: batteria
Curiosità
Moran è diventato un buon produttore (o ha bazzicato da quelle parti), Martinez un buon session man ed infine Withers in seguito divenne il batterista dei Dire Straits.
“Twilight” è un film che volevo vedere a tutti i costi. Poi a causa di un intossicazione non son potuto andare. No problem. Dopo ben 8 mesi me lo guardo. Che dire: è un film fatto per fare soldi, vuoto, non c’è niente, nonostante la durata del film non sia così breve (ben un’ora e cinquanta).
Sempre in questi giorni mi son visto un film analogo uscito nel 2007 “Blood and Chocolate”. Sia chiaro, nulla di eccezionale, discreto ma nettamente superiore a “Twilight”. Analogo perché narra la storia d’amore tra una licantropa e un essere umano. Un film che in un’ora e mezza c’è sia una effettiva storia d’amore e sia azione: insomma tutto quello che manca in “Twilight”.
La trama di “Twilight” è banale. E’ un film della serie: “Io sono un vampiro (Edward Cullen), tu sei una ragazza (Bella Swan): mettiamoci insieme!” Bella trama, molto emoziante! Di minchiate grosse in questo film ce ne sono un bel po’. Penso (anzi spero) che la stragrande maggioranza delle persone al cinema quando hanno visto Edward, il protagonista, illuminarsi alla luce del sole si siano perlomeno incazzate. Cioè fino ad oggi ogni vampiro aveva delle determinate caratteristiche: una di queste è che alla luce del sole bruciano e muoiono. Ma in questi ultimi tempi di crisi economica non si può stare traquilli e arriva questa scrittrice e modifica quella che è una caratteristica fondamentale dei vampiri……boh!!!
In tutto il film c’è una sola scena d’azione: il cattivo di turno James dà la caccia a Bella. Notare: fra tutti gli esseri umani doveva proprio scocciare Bella, la fidanzata di Edward. Cioè tu vampiro ti metti contro sette vampiri (ovvero la famiglia intera di Edward), un vampiro estremamente astuto. Le battute sono di una banalità pazzesca durante l’unica scena d’azione. James a Edward: “Tu sei veloce, ma io sono più forte”. Edward si arrabbia come da copione banale e sconfigge il cattivo. Minchia son proprio due o tre azioni sceme, le giravo pure io!!!!! Scandaloso!!!! Semplicemente scandaloso!!!
Cavolo che film! In un’ora e 50 non sono riusciti a scrivere una storia d’amore nè a fare un film d’azione essendo un film sui vampiri che, date le loro effettive caratteristiche, si suppone che ci sia un minimo d’azione. Infine faccio i miei complimenti a chi ha fatto il trailer che faceva pensare ad un buon film e invece è proprio il caso di dirlo: è un film mediocre-scarso! Da richiedere i soldi indietro. Tra l’altro vorrei aggiungere che “Blood and Chocolate” è uscito nel 2007 e si ispira ad una novella del 1997 di Annette Curtis Klause che a sua volta si ispira ad uno scritto di Christopher Landon forse degli anni 50 (sicuramente non oltre): quindi, di conseguenza, il “Twilight” non è neanche una storia poi così originale come pensavo io e tanti altri.
La cosa drammatica è che c’è gente non tanto più piccola di me di età che dice che è un buon film. Chi mi dice questo, gli rispondo: “Tu non sei nato ieri, sei nato oggi!”.
Comunque tranquilli, a Novembre (o quando sarà) ci sarà il continuo “New Moon”, mi raccomando spendete i vostri soldi alla grande come solo sapete fare……