Primo Luglio 2009: il giorno del tanto atteso concerto a Sarroch dei mitici Jethro Tull è arrivato. Il viaggio non è corto: sono nato ad Iglesias ed abito attualmente ad Iglesias e la distanza è notevole. Passo per S’anna Arresi a prendere la mia amica Roberta e si continua per Sarroch. Ci vuole ancora un po’ di tempo prima di arrivare e, tra pizzette da mangiare e un gabbiano scemo che ci stava per venire addosso, dopo ben tre quarti d’ora (da S’anna Arresi) si giunge a Sarroch. Una volta arrivati ovviamente chiediamo dov’è il campo sportivo: per fortuna in un incrocio chiedo dov’è il campo ad una bella bionda e lei dolcemente mi enuncia le varie indicazioni per poi dirmi: “Seguimi, poi tu vai dritto e io vado a sinistra”. Ringraziamo la bionda e ci dirigiamo verso il campo e con un certo stupore notiamo che c’è un buon brulicare di gente: difatti ieri sera saremmo stati un 4000 persone, segno della buona pubblicità che è stata fatta nel mese di Giugno. Lì incontriamo il caro amico Francesco, già autore del post sui Barclay James Harvest e ci accingiamo ad entrare allo stadio.
Ore 21:45 inizia il concerto e finalmente vedo il mio mito Ian Anderson danzare da una parte all’altra del palco con il suo immancabile flauto traverso. Ormai sessantenni i Jethro Tull tutto sommato sono ancora in forma, deliciziandoci con alcuni pezzi dei primi album quali “This Was”, “Stand Up” e “Aqualung” come “A New Day Yesterday”, “We used to know”, “Mother Goose”, “Bourée”, “Dharma for one”, “Nothing is Easy” “Jeffrey goes to Leicester Square”, “Beggar’s Farm” e con brani più “recenti” come “Heavy Horses” e “Farm on the Freeway”, quest’ultimo forse addirittura il brano meglio eseguito.
L’unica nota negativa è ovviamente la voce di Ian Anderson che ormai è sottotono; d’altra parte da un punto di vista strumentale il gruppo si è dimostrato all’altezza della sua fama. Altra nota negativa il prezzo del biglietto: francamente per un concerto che è durato 1 ora e 45 minuti, 28 euro mi sembrano troppi, dato che il gruppo non l’ho visto così stanco alla fine del concerto. Naturalmente gli ultimi tre pezzi sono ormai sempre gli stessi ovvero “Thick as a brick” (un estratto), “Aqualung” e dopo una pausetta “Locomotive Breath”. Strano assente della serata “Too old to rock’n’ roll, Too young to die”.
Ovviamente purtroppo certi pezzi come “Sweet Dream”, “Minstrel in the Gallery”, “Songs from the Wood”, “Hunting Girl”, “Black Satin Dancer”, “Warchild”, “Cross Eyed Mary” non li hanno fatti e sembra che non li facciano da anni: un vero peccato perché per me il meglio dei Jethro Tull sta nel periodo 71-79 e molta gente non lo sa, o non lo vuole capire e forse non lo vogliono capire neanche i Jethro Tull.
In conclusione: non mi aspettavo un grande concerto, data la loro età, tuttavia son relativamente contento.
Ps a pochi metri da me c’era una tipa che appena Martin Barre schitarrava le impazzivano le gambe; mi chiedo se fosse nata trent’anni prima cosa avrebbe fatto ai concerti dei veri Jethro Tull, quando i Jethro Tull erano dei veri animali da palcoscenico con la mitica formazione Anderson-Barre-Hammond-Hammond/Glascock(buon anima)-Evan-Palmer-Barlowe….
Formazione attuale
Ian Anderson flauto, chitarra folk e armonica
Martin Barre chitarra elettrica, flauto dolce per “Mother Goose”
David Goodier basso e vibrafono
John O’Hara tastiere
Doane Perry batteria, percussioni e vibrafono
categoria:concerti, musica anni 80, jethro tull, musica anni 70
























